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di Gianluca Salvatori
La copertina del Masterplan

La copertina del Masterplan

C’è stato un tempo in cui le fabbriche erano costruite come monumenti, solidi e progettati per durare. Nel disegno delle forme e nella scelta dei materiali il messaggio che questi opifici dovevano comunicare era importante quanto la funzione produttiva che ospitavano. Fabbriche costruite su fondamenta robuste per indicare, non senza toni retorici, un impegno fatto per resistere nel tempo ed un senso di stabilità su cui edificare il progresso dei popoli. Quando si immaginava ancora che il progresso corresse lungo un percorso diritto e sicuro. La Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, ai confini di Rovereto, è nata così, per fronteggiare una crisi nata dal duplice declino della filatura della seta e dei trasporti fluviali in Vallagarina, come segnale della capacità dei poteri pubblici – il governo di Vienna – di farsi carico delle difficoltà economiche e sociali provocate, in un territorio periferico dell’impero, da un passaggio d’epoca pieno di insidie. La costruzione della Manifattura Tabacchi è il condensato di questa transizione, rischiosa ma anche fiduciosa. La storia che racconta è quella della trasformazione industriale di una società rurale, della modernizzazione delle campagne, della ricerca di un’alternativa all’emigrazione forzata, della creazione di impiego femminile al di fuori dell’ambiente domestico, dell’introduzione di novità tecnologiche nei processi produttivi, dello sviluppo delle prime forme di identità operaia. Somma di storie individuali e familiari, attraverso centocinquant’anni di radicali cambiamenti, con due guerre mondiali, il passaggio dall’Austria all’Italia, l’avvicendarsi di regimi politici, una successione di rivoluzioni industriali, la manifattura Tabacchi ha vissuto intensamente tutto il secolo breve, premesse e conseguenze incluse. Ha creato lavoro, generato prosperità, modificato i ruoli nelle famiglie, modellato persino l’ambiente. Ha continuato a produrre fino ai nostri giorni. Poi ha dovuto cedere di fronte alla nuova stagione, segnata dall’avvento di un’idea diversa di fabbrica, più simile alle tende dei nomadi, da montare e smontare con il minimo preavviso, per seguire gli spostamenti di mercati e consumatori. Dopo un secolo e mezzo di servizio il “Gigante” di Borgo sacco ha rischiato di estinguersi, seguendo il destino che in pochi anni ha visto la maggior parte delle manifatture Tabacchi nel nostro paese (tra le altre Verona, Milano, Bologna, Lucca, Cagliari) chiudere i battenti alla produzione per riproporsi all’uso come sedi museali o universitarie, poli espositivi, iniziative immobiliari. Da qui ha preso le mosse il “Progetto manifattura”. Nato per iniziativa della Provincia autonoma di Trento ma sostenuto dalla volontà corale – di non arrendersi all’evidenza, ha visto uniti il Comune di rovereto e le associazioni economiche, le istituzioni di ricerca e la pubblica opinione, gli enti formativi e gli ordini professionali nel non dare per scontato che un luogo destinato per così lungo tempo al lavoro e alla produzione dovesse rinunciare alla sua identità di “manifattura”. La manifattura di Borgo sacco, che rappresenta l‘icona della fabbrica tradizionale, può trasformarsi nel luogo di un modo nuovo di fare impresa, dove competenze autonome – dalla sperimentazione alla progettazione, dal design alla fabbricazione – si integrino per rispondere alla domanda che condizionerà lo sviluppo economico nei prossimi decenni: come si producono beni di qualità, accessibili ad un numero crescente di utilizzatori, consumando sempre meno risorse, in particolare quelle non rinnovabili? Il Progetto manifattura mira a creare uno spazio nel quale sia naturale sperimentare, produrre e diffondere saperi e pratiche innovative. il tema della sostenibilità ambientale è sempre più al centro della scena sociale ed economica. Nuovi mestieri e nuove imprese nascono ogni giorno nel mondo per offrire tecnologie e servizi che riguardano l’uso delle risorse ambientali ed energetiche. Le grandi economie industriali, dagli Usa alla Cina, sono in gara per garantirsi un futuro in questo settore. restarne fuori significa isolarsi rispetto ad uno dei principali motori di sviluppo dei prossimi decenni. Il Progetto manifattura si pone in continuità con le scelte di specializzazione settoriale, già compiute dal Trentino con la nascita del distretto tecnologico, sui temi dell’energia, dell’edilizia sostenibile e della gestione dell’ambiente. Temi su cui il Trentino ha competenze, esperienze e reputazione. Nello spazio fisico della ex-fabbrica tabacchi si punta a creare l’insieme delle condizioni per consolidare e sviluppare un ecosistema di soggetti diversi ad alta intensità di interazione. La nuova manifattura rinasce con l’intenzione di accogliere una aggregazione di imprese, anziché un unico produttore, secondo una logica di specializzazione e di comunicazione orientata verso i temi della sostenibilità. Per realizzare prodotti e servizi capaci di misurarsi con le nuove domande poste dalle trasformazioni demografiche, sociali ed economiche del nostro tempo, che spingono verso un uso responsabile delle risorse ambientali ed energetiche. La rinascita produttiva della vecchia fabbrica di Borgo Sacco non sarà il risultato dell’azione di un solo soggetto o di un unico intervento, ma dipenderà piuttosto dal lavoro comune di un insieme di imprese, laboratori, centri di servizio, luoghi per la formazione, ma anche spazi destinati a funzioni pubbliche. attori diversi eppure capaci di condividere una visione, adottare programmi compatibili, produrre una strategia fondata su interessi comuni, all’interno di un ambiente disegnato per favorire la collaborazione, in spazi pensati per incoraggiare l’innovazione e per moltiplicare le opportunità individuali e collettive. La manifattura dunque come luogo vivace, animato, centro di iniziative non limitate dal perimetro delle mura. aperto, come “open” è oggi il paradigma dell’innovazione al quale il progetto manifattura si ispira. Questo è stato il compito assegnato al gruppo di progettazione che ha lavorato al progetto di massima. Kengo Kuma and associates, Carlo ratti associati, arup, Kanso: un team internazionale, con una straordinaria sintonia rispetto agli obiettivi del progetto, e con capacità che spaziano dall’analisi economica e aziendale e dalla progettazione di soluzioni tecnologiche e sistemi energetici, sino alla progettazione urbanistica ed architettonica ispirata a standard avanzati di sostenibilità. Un gruppo di progettisti al quale si è chiesto di dare corpo alla visione della nuova manifattura e definire le linee-guida dei successivi interventi, che vedranno coinvolti una pluralità di soggetti e competenze, anche con l’obiettivo di promuovere la formazione di una comunità locale di specializzazioni. Questo documento rappresenta la conclusione della prima fase di progettazione, che coniuga il compito di disegnare una varietà di ambienti per ospitare e rappresentare fisicamente i processi di open innovation, ai quali il Progetto manifattura si ispira, con una forte identità architettonica. alle fasi successive spetta il compito di realizzare queste intuizioni, costruendo gli spazi della nuova manifattura. Un passo alla volta, verso la rinascita. Scaricare il Masterplan (file in formato PDF di circa 50 Megabyte).

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